La techno nasce a Detroit a metà degli anni Ottanta, quando Juan Atkins, Derrick May e Kevin Saunderson, ragazzi afroamericani affascinati dall’elettronica europea, iniziano a farsi notare intorno al 1985. Atkins usò la parola ispirandosi a La terza ondata di Alvin Toffler, e la compilation britannica Techno! The New Dance Sound of Detroit, curata nel 1988 da Neil Rushton e Derrick May, la impose in Europa, dove fino ad allora quel suono veniva considerato una costola della house di Chicago.
Il linguaggio è fatto di drum machine, sequenze ripetitive, timbri sintetici e un immaginario futurista debitore dei Kraftwerk; i tempi vanno in genere da 120 a 150 BPM. Dopo la caduta del Muro, nel novembre 1989, Berlino ne divenne la seconda capitale: dal 1991 aprirono club come Tresor, Planet, Bunker ed E-Werk, mentre la Love Parade, nata nel luglio 1989, cresceva di anno in anno.
Negli anni Novanta la techno si è divisa in molte correnti, dalla minimal alla hard techno, dalla trance all’hardcore.