Lo scratch è la tecnica con cui il DJ trasforma un frammento registrato in uno strumento a percussione: una mano muove il disco avanti e indietro sotto la puntina, l’altra apre e chiude il segnale con il crossfader. È nato a New York a metà degli anni Settanta, nell’ambiente hip hop del Bronx; la scoperta è attribuita a Grand Wizzard Theodore, allievo di Grandmaster Flash, che secondo il racconto più diffuso fermò il disco con la mano e ne sentì l’effetto.
Le figure di base hanno nomi propri. Il baby scratch è il semplice movimento del disco con il fader aperto; il transformer, sviluppato da DJ come Spinbad, Cash Money e Jazzy Jeff, chiude il fader e lo apre per brevi istanti; il chirp, il flare e il crab combinano movimenti del disco e del fader in sequenze sempre più rapide.
Nel 1983 Rockit di Herbie Hancock, con gli scratch di Grand Mixer DXT, portò la tecnica a un pubblico vastissimo. Oggi si pratica anche con controller e sistemi DVS.