Il mastering è il passaggio che trasforma il mix definitivo di un brano nel master, la versione da cui derivano tutte le copie. Il mastering engineer lavora con equalizzazione, compressione, limiting e dithering per bilanciare il suono sui diversi sistemi di ascolto e per uniformare i brani di un album o di un EP; decide l’ordine delle tracce e le pause tra l’una e l’altra e prepara il materiale per il supporto finale. Il vinile, per esempio, richiede trattamenti specifici della dinamica, dell’immagine stereo alle frequenze più gravi e dell’equalizzazione.
Per anni la corsa al volume, la cosiddetta loudness war, ha spinto a comprimere sempre di più i master. Le piattaforme di streaming oggi normalizzano il volume in riproduzione: Spotify porta i brani a -14 LUFS integrati secondo lo standard ITU 1770 e consiglia di tenere i picchi reali sotto -1 dBTP, o sotto -2 dBTP se il master è più forte. Con la normalizzazione, un master più compresso non risulta più forte in streaming.