Il mashup combina elementi di due o più brani in un pezzo nuovo. La forma più comune mette l’acapella di una canzone sopra la base strumentale di un’altra; versioni più elaborate alternano melodie o aggiungono una terza fonte. Per funzionare servono tempo allineato e tonalità compatibili, e conviene verificare sezione per sezione, perché strofa e ritornello possono avere tonalità diverse.
Si può realizzare dal vivo, con due deck e un buon lavoro di equalizzazione, oppure in una DAW. L’esempio più citato è The Grey Album di Danger Mouse, del 2004, che univa le voci del Black Album di Jay-Z a frammenti del White Album dei Beatles: diffuso in rete, sollevò un ampio dibattito su campionamento e diritto d’autore. Nei club ha avuto grande fortuna anche la sovrapposizione della voce di Love Don’t Let Me Go di David Guetta a Walking Away di The Egg nel remix di Tocadisco.
Proprio per i diritti in gioco, i mashup circolano spesso senza autorizzazione e rischiano la rimozione dalle piattaforme.