Il beatmatching è l’operazione con cui il DJ porta due brani alla stessa velocità e ne fa coincidere i colpi di cassa. Mentre un disco suona in sala, il successivo si ascolta solo in cuffia: si avvia sulla battuta, si confrontano le due casse e si corregge il tempo con il pitch fader. Se il nuovo brano anticipa, si rallenta; se resta indietro, si accelera. Le piccole derive si recuperano frenando o spingendo il piatto o la jog wheel finché i colpi non restano allineati.
Un esempio di calcolo: per portare un brano da 124 a 126 BPM serve un aumento di circa l’1,6 per cento. Sui lettori Pioneer DJ CDJ-2000NXS2, con l’escursione impostata a ±6 per cento, il tempo si regola a passi dello 0,02 per cento.
La pratica nasce nei club newyorkesi tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta; Francis Grasso è ricordato tra i primi a usarla. Oggi la funzione sync la automatizza, ma saperla eseguire a orecchio resta una competenza di base.