Il white label è un disco, quasi sempre un 12 pollici, con l’etichetta centrale bianca o appena timbrata a mano. Nella cultura dance ha avuto più usi: copia promozionale inviata a DJ e giornalisti settimane prima dell’uscita, test pressing per controllare la qualità del pressaggio, tiratura di prova con cui un produttore verifica la reazione della pista prima di firmare con un’etichetta.
All’inizio degli anni Novanta molte uscite house, techno e hardcore britanniche nacquero proprio così, in poche centinaia di copie vendute direttamente ai negozi specializzati; il primo disco di Warp, Track With No Name dei Forgemasters (1989), circolò in 500 white label. L’anonimato dell’etichetta bianca è servito anche a far circolare bootleg e remix non autorizzati, che restano illeciti anche senza nomi stampati sopra.