Un edit, o re-edit, è una nuova versione di un brano ottenuta lavorando sulla registrazione esistente: si ripete un break, si allunga un’intro, si toglie una strofa, si cambia l’ordine delle sezioni. A differenza del remix, che di solito parte dalle tracce separate e aggiunge nuovi elementi, l’edit si limita a ricomporre il materiale già presente, con l’obiettivo di rendere il pezzo più efficace in pista.
La pratica nasce nella disco degli anni Settanta, quando i DJ e i primi remixer tagliavano e incollavano il nastro magnetico. Tom Moulton montava su nastro i suoi mix continui e le versioni estese, e a Chicago Frankie Knuckles, resident del Warehouse, preparava edit su bobina dei classici disco per prolungarne i groove e tenere piena la pista per tutta la notte.
Oggi l’edit si fa in una DAW in pochi minuti, ed è comune che un DJ suoni versioni personali di brani noti. Pubblicarli o venderli è un’altra questione: l’uso della registrazione altrui richiede le autorizzazioni dei titolari dei diritti.