Il drop è il momento in cui una traccia, dopo una sezione di accumulo, libera tutta la sua energia: cassa e basso rientrano insieme, spesso con il volume più alto del brano. Funziona per contrasto, perciò è quasi sempre preceduto da un build-up e da un break in cui il ritmo si assottiglia. Nella dubstep il drop coincide con l’arrivo di una linea di basso pesante e modulata; nella trance e nella house prende più spesso la forma di un culmine melodico.
Il concetto è uscito dai club: a metà degli anni Duemiladieci molte canzoni pop hanno sostituito o affiancato il ritornello con un drop strumentale, tanto che Billboard ha indicato il 2016 come l’anno del pop-drop. Tra i trucchi di produzione c’è l’istante di silenzio prima dell’impatto, che rende il colpo più forte.
Per il DJ il drop è un punto di riferimento: si misura la transizione in modo che il drop del brano entrante arrivi all’inizio di una frase, nel momento in cui la pista se lo aspetta.