Dal 17 al 23 novembre 2025, Milano non ospita semplicemente un festival: si trasforma in un circuito nervoso e diffuso, un esperimento su larga scala che misura il polso dell’industria musicale contemporanea. La Milano Music Week, alla sua nona edizione, abbandona la forma classica della rassegna per diventare un ecosistema ibrido dove i dj set sono solo la punta di diamante di un iceberg fatto di business, innovazione e analisi critica. Il cuore pulsante batte attorno al main topic “Nuova generazione”, un’indagine serrata sulle mutazioni creative e di ascolto dettate dalle nuove tecnologie e dai pubblici emergenti. In questo palcoscenico, la figura del dj si evolve in quella di curatore, come dimostra la presenza di Tananai, ex dj noto come Not For Us, qui nella foto sotto, chiamato a ideare eventi chiave che spaziano dal confronto sull’AI alla sopravvivenza per producer.

Location come il Dazio di Levante e Palazzina Appiani diventano hub dove il music business si fa discusso e visibile, attraverso panel che smontano e rimontano i meccanismi dell’industria, dai pagamenti digitali al ruolo delle donne nel live. È una visione che supera il concetto di intrattenimento per abbracciare quello di piattaforma industriale, dove i party open-air e gli showcase si mescolano a think tank sulla parità di genere e al wellbeing per le menti creative. La settimana non celebra solo la musica, ma la mette sotto la lente di ingrandimento, interrogandosi sul suo futuro in un momento di trasformazione radicale. Un laboratorio unico in Italia, dove il suono si fa strategia e il business incontra la cultura underground.