Bart Cools ha annunciato la sua uscita da Warner Music Group dopo tredici anni, e il mondo della musica elettronica internazionale ha incassato il colpo. Il dirigente olandese, che ricopriva il ruolo di executive vp di A&R e marketing globale per la dance music, chiude un capitolo che ha ridisegnato il modo in cui una grande major approccia il mercato dei club e dell’elettronica. Entrato nel gruppo nel 2013 attraverso l’operazione che portò Parlophone sotto l’ombrello della casa discografica, il manager portava già con sé collaborazioni storiche costruite negli anni Novanta con nomi come Daft Punk, Massive Attack, Chemical Brothers e Air.
Con quell’acquisizione arrivò anche David Guetta, all’epoca già il dj più ascoltato al mondo, e garantire la riuscita di quella transizione fu uno dei suoi compiti principali. Nel corso degli anni successivi, il responsabile firmò accordi strategici con Robin Schulz in Germania, Feder e Ofenbach in Francia, Clean Bandit, Joel Corry e Icona Pop nel mercato anglofono. Nel 2017 supervisionò l’ingresso di Spinnin’ Records nell’orbita della major, lavorando per preservarne l’identità indipendente.
Nel 2021 fu protagonista dell’acquisizione del catalogo del produttore parigino e, due anni dopo, dell’investimento in SDM management. Stefan Dabruck, fondatore di quest’ultima realtà, lo ha ricordato come una presenza costante e affidabile. Le parole più nette arrivano da Jean Charles Carre, manager storico di Guetta: capace di chiudere un accordo milionario di lunedì e di trovarsi in un club alle sei del mattino del sabato successivo, con la stessa passione intatta. Cools ha dichiarato di volersi godere l’estate prima di decidere il passo successivo, ma ha chiarito di non avere alcuna intenzione di abbandonare le scene.