Beatport introduce la psy-techno come nuovo sottogenere della categoria techno (Peak Time / Driving). Un tempo ibrido di nicchia ai margini della cultura psichedelica e techno, la psy-techno è cresciuta costantemente fino a diventare uno dei suoni crossover più ricercati nell’ecosistema dei club odierni. Da oggi, il sottogenere è ufficialmente disponibile sullo store Beatport e sulle piattaforme di streaming.
Il genere fonde l’impulso ipnotico della techno con il sound design psichedelico, le linee di basso trascinanti e le intricate sovrapposizioni tipiche della psy-trance. Emerso nei primi anni 2000, lo stile inizialmente si è mosso in modo più lento e profondo rispetto all’era psy full-on ad alta carica, spesso assestandosi tra i 128 e i 138 bpm e apparendo sui palchi alternativi dei principali festival psichedelici. Nomi come Sensient, Beat Bizarre, Luis M e Miles From Mars hanno contribuito a definire le fondamenta minimali e spaziali del genere. Nel corso degli anni, la psy-techno si è evoluta in un movimento più energico e dancefloor, plasmato da artisti come Triforce, MVMB ed Ectima.
Da allora, una nuova ondata ha spinto il suono verso ritmi più veloci ed estetiche più dure, promossa da artisti come Spekki Webu, Sara Landry, Vel, AISHA, Vent des Forêts e, naturalmente, una delle esponenti più importanti della scena psy-techno, Indira Paganotto. Che dice: “Creare tracce psy-techno è un impegno con me stessa; costruire un suono autentico, anche se il mondo la pensa diversamente. Mantenere la propria idea senza copiare nessuno non è ribellione; è integrità. Questo genere apre porte nella mente, fondendo la potenza pura ed emotiva della psy, della natura, della libertà e della passione… con l’ipnotismo concreto e strutturato e la rigidità della techno”.
Etichette come Zenon Records, IbogaTech, Techgnosis, AlpaKa MuziK, Soupherb Records, Recovery Collective, Occulta Records e ARTCORE Records (quest’ultima vincitrice del premio Label To Watch ai Beatport Awards 2025 di Ibiza) hanno avuto un ruolo fondamentale nel plasmare l’identità sonora e culturale del genere offrendo uno spettro sonoro che spazia dal minimalismo profondo e ipnotico all’intensità rave di punta. Michael Banel, il capo di Iboga Records, ha aggiunto quanto segue sull’arrivo del sottogenere: “La psy-tech è un sottogenere che noi di IbogaTech stiamo abbracciando da molti anni; lavoriamo con artisti che sfumano i confini tra techno e psy-trance e ci sentiamo perfettamente a nostro agio sia con questa nuova rubrica di Beatport che con il genere techno di punta”.